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Il ritorno di Media Network ed un suo vecchio servizio su Radio Mozambico

Jonathan Marks e Diana Janssen conduttori di Media Network
Jonathan Marks e Diana Janssen conduttori di Media Network

Media Network, il famoso “Communications magazine” di Radio Netherlands potrebbe tornare in vita nel 2016. La notizia, circolata nei giorni scorsi su alcuni forum di appassionati di onde corte, ha trovato conferma nelle parole del suo ideatore e conduttore Jonathan Marks da noi interpellato direttamente: “Yes, I’m preparing some new editions. But it will only be online. We can’t use shortwave for video. Kind regards. Jonathan Marks”.  Dunque la novità è che il programma sarà in formato video e distribuito esclusivamente attraverso Internet.

Media Network, a nostro giudizio il miglior programma del suo genere che si potesse ascoltare sulle onde corte negli ultimi venti anni del primo millennio fu diffuso attraverso le frequenze di Radio Netherlands, che ha chiuso i battenti nel 2012, dal 7 maggio 1981 fino alla fine del mese di ottobre dell’anno 2000.

Nel 2010 Jonathan ha dato vita ad un esperimento creando un apposito sito dove raccogliere le vecchie trasmissioni di Media Network allo scopo di verificare se era possibile ricreare una certa audience.  Come già detto dopo aver lasciato Radio Netherlands nel 2003 Jonathan (che aveva trattenuto per sé una copia di molte delle sue trasmissioni, specialmente quelle che trattavano argomenti specifici o che erano legate alla stretta attualità dell’epoca)  ha provveduto a digitalizzare tutto il suo materiale che ora è disponibile sul sito http://jonathanmarks.libsyn.com/

Molti dei contenuti di Media Network, sebbene non sia mai stato un programma DX in senso stretto, erano di grande interesse per gli appassionati di radioascolto. Il programma era una miscellanea equilibrata di notizie fresche dal mondo della radiodiffusione in onde corte e di veri e propri reportage con taglio giornalistico, su tutto quanto avveniva nel mondo delle comunicazioni.

Media Network non si limitava a parlare di altre stazioni radio ma le faceva parlare. Spesso, quando c’erano delle novità importanti come la costruzione di un nuovo centro trasmittente,  Jonathan si preoccupava di chiamare direttamente i responsabili delle altre emittenti internazionali che sovente erano anche le concorrenti di Radio Netherlands.  Infine, una delle chiavi del suo successo è stata indubbiamente la vasta rete di ascoltatori che fungevano volontariamente da monitor, ricercatori e reporter.

Per far comprendere, soprattutto a chi quegli anni non li ha vissuti, quali e come fossero i contenuti di Media Network vi proponiamo la traduzione di un mini reportage a firma di  Eric Beauchemin, giornalista del Servizio inglese di Radio Netherlands,  in cui traccia un profilo di Radio Mozambico andato in onda l’1 aprile 1993. Aggiungiamo che una versione ridotta ed in lingua inglese di questo articolo fu riprodotto su DX Fanzine No. 17 del maggio 1993. (Antonello Napolitano)

 

“REPLAY”: Radio Mozambico, la voce di un Paese che cambia.

Radio Mozambique MaputoE’ il 25 giugno 1975 quando il Mozambico ottiene l’indipendenza dal Portogallo. Presidente del nuovo stato africano diviene Samora Machel, leader del  Fronte di Liberazione Nazionale del Mozambico (FRELIMO) che impone un regime  a partito unico di indirizzo marxista-leninista. Presto, grazie all’opera di  Ken Flower, capo dei servizi segreti rhodesiani, nasce però un’opposizione armata  (la RENAMO) che fa piombare il paese in una sanguinosa guerra civile.

Il 31 luglio 1989 il FRELIMO, guidato dal nuovo presidente Joachim Chissano, abbandona la linea marxista-leninista, ma la guerra continua. Nello stesso anno ha inizio  la mediazione della Comunità Sant’Egidio, organizzazione cattolica con sede in Roma. Il 4 ottobre dello scorso anno il presidente Chissano ed il leader della RENAMO Afonso Dhlakama firmano a Roma un accordo di pace   che pone fine ad una sanguinosa guerra civile durata 16 anni. In conseguenza  di ciò truppe dell’ONU, tra le quali, 1050 alpini italiani della brigata Taurinense, stazionano nell’ex colonia portoghese per garantire che gli impegni  sottoscritti nella capitale italiana da entrambe le parti vengano effettivamente mantenuti.

Ma qual è il ruolo che Radio Mozambico sta svolgendo in questa fase di cambiamento? Eric Beauchemin, giornalista del Servizio inglese di Radio Netherlands, si è recato recentemente nel paese africano per  saperne di più. A rispondere alle sue domande è Jose Tembe, uno dei redattori del programma in lingua inglese per l’estero di Radio Maputo.

All’epoca del dominio coloniale portoghese la scena radiofonica mozambicana  era dominata da LM Radio (da Lourenço Marquez, come era allora conosciuta la  città di Maputo), i cui programmi, sul modello di Radio Lussemburgo,  avevano uno stile marcatamente commerciale. Con la presa del potere da parte del   FRELIMO, LM Radio venne nazionalizzata e trasformata in Radio Mozambico.

Il Servizio internazionale prende il via nel 1980 subito dopo l’indipendenza dello Zimbabwe (allora conosciuto come Rhodesia). Fino ad allora  i suoi impianti trasmittenti erano stati usati per diffondere i programmi della Voce dello Zimbabwe, emittente dello ZANU, una delle principali formazioni che combatteva il regime razzista rhodesiano. Terminato il conflitto nel vicino paese, anziché mettere fuori servizio gli impianti si decise di utilizzarli per diffondere dei programmi a destinazione del Sud Africa o comunque dell’Africa meridionale, con il fine di aiutare i neri sudafricani a combattere il sistema dell’Apartheid.

Il Servizio per l’estero della radio mozambicana si presenta ai suoi ascoltatori come Radio Maputo. “In genere – afferma il giornalista  Jose Tembe –  ci identifichiamo come Radio Maputo, Servizio internazionale di Radio Mozambico sebbene lo stesso non dipenda del tutto dall’ente radiofonico. Precedentemente, infatti, il responsabile del Servizio internazionale rispondeva del suo operato direttamente al Direttore generale del Ministero   dell’Informazione. Oggi però Radio Maputo dipende dal direttore di produzione di Radio Mozambico”.

Dieci giornalisti, tutti di nazionalità mozambicana eccetto il responsabile che è un britannico, lavorano nella sezione che produce i programmi per l’estero. L’emittente diffonde un’ora e mezza al giorno di programmi in inglese dalle 11.00 alle 11.30 UTC e dalle 18.00 alle 19.00 UTC. Entrambe le trasmissioni hanno inizio con la lettura di un bollettino di notizie seguito dal  lunedì al venerdì, dal programma “Outlook Africa”, la rassegna di attualità di Radio Mozambico. Il sabato viene invece diffuso una resoconto dei fatti  della settimana in Mozambico mentre la domenica va in onda “Sunday Special”.

Il programma serale del fine settimana include notizie e musica sia jazz che  mozambicana. Radio Maputo trasmette dalle 11.00 alle 11.30 UTC su 11820,  11835 e 1079 kHz, ed in FM su 98.01 MHz, e dalle 18.00 alle 19.00 UTC su   4855, 3265 e 1079 kHz e sulla stessa frequenza in FM nella capitale mozambicana.

Radio Mozambico emittente provinciale di Inhambane (Foto originale di Antonello Napolitano)
Radio Mozambico emittente provinciale di Inhambane (Foto originale di Antonello Napolitano. Vietata la riproduzione)

Sebbene i suoi componenti facciano del loro meglio per offrire la  copertura più ampia possibile degli avvenimenti in Mozambico e nell’Africa meridionale, gli stessi devono fare i conti con dei problemi molto seri.   “Il problema principale –  afferma il giornalista –   è la vetustità delle nostre apparecchiature. C’è bisogno di sostituirle e questo comporta delle  spese notevoli. Alcuni mesi fa, è stato stipulato un accordo tra Radio Mozambico ed un’azienda giapponese per l’ammodernamento, credo, di due trasmettitori ad onda media situati a Maputo e, in una fase successiva, di  quelli delle altre province.  Così  a causa di queste limitazioni tecniche  che non ci permettono di coprire adeguatamente l’intero territorio nazionale  il nostro desiderio di ampliare le trasmissioni non può ancora realizzarsi”.

I trasmettitori ad onda corta hanno una potenza limitata e non sono in  grado di raggiungere persino molte zone dell’Africa meridionale, motivo per  cui  c’è bisogno che vengano sostituiti.  Purtroppo però manca il denaro.  “Il Mozambico si trova nella spiacevole situazione di non avere risorse proprie per ottenere apparati elettronici. La priorità è dar da mangiare alla gente. Ricordo che in passato uno dei dirigenti di Radio Mozambico provò a convincere il governo  che la radio era molto importante e che meritava la giusta considerazione ma sfortunatamente poco è stato fatto per ammodernare la sua infrastruttura”.

Nei  prossimi mesi  sia il Servizio domestico che quello internazionale di Radio Mozambico giocheranno un ruolo essenziale nella fase di transizione che precederà  le elezioni generali, attualmente previste per ottobre, ma che saranno probabilmente rinviate. Spetterà infatti a Radio Maputo, mantenere  informato il milione e mezzo di profughi mozambicani che vivono nell’Africa meridionale. Il sistema a partito unico appartiene ormai al passato. Di conseguenza il controllo della radio da parte del governo è stato abolito e sostituito dal pluralismo delle varie voci, compresa quella della RENAMO.

 “Quando si affronta il tema delle elezioni è nostra premura – sostiene Tembe – dare spazio a  tutti i nuovi partiti emergenti poiché come sapete in passato il Mozambico  ha fondato la sua esistenza su un sistema a partito unico. Per questo  diamo   spazio a tutti”.

Anche alla RENAMO? “Naturalmente! Abbiamo dato spazio allo stesso leader della RENAMO Afonso Dhlakama così come pure  alle voci di molte altre persone. L’unico problema è costituito dal fatto   che non tutti parlano inglese. In questi casi non possiamo fare altro che  riportare le opinioni espresse, altrimenti realizziamo un’intervista. Credo  che la voce di Dhlakama sia stata udita per la prima volta nei nostri programmi quando era a Gaborone (Botswana), prima che l’accordo di pace di Roma fosse firmato. In quell’occasione Dhlakama parlò in inglese e Radio Botswana ci fornì la registrazione del suo discorso. Mai, prima di allora, la voce di un componente  della RENAMO era stata diffusa attraverso  microfoni di Radio Maputo”.

Radio Mozambico al pari di altri settori dei servizi pubblici del paese sta per essere epurata da tutti i membri del FRELIMO che fino ad oggi è stato  l’unico partito del paese. “Si è così. Ho saputo che il Direttore generale  di Radio Mozambico che è uno dei leader del FRELIMO sta per lasciare la radio poiché la sua presenza era inopportuna. Egli sarà probabilmente sostituito dal’attuale Direttore della Televisione Sperimentale”.

Come hanno reagito i  giornalisti nei confronti dei cambiamenti in atto a Radio Mozambico?  “Bene. Ho sentito molta gente esprimere la propria soddisfazione. Molti sono  contenti di poter essere davvero liberi”.

Per Radio Maputo, così come per il resto della società mozambicana, questo è un  momento importante. La pace, dopo una guerra civile durata  16 anni che ha causato oltre un milione di morti, è finalmente all’orizzonte. I mozambicani, stanchi di vivere sotto assedio, avvertono forte il bisogno di esprimere liberamente le loro idee ed opinioni e Radio Maputo è il mezzo che riflette questa  nuova tendenza. Pertanto abbiamo chiesto al collega di Radio Mozambico se ricevono molte lettere dagli ascoltatori: “No anche perché non li incoraggiamo a scriverci. In passato era consuetudine ricevere molte lettere dai  paesi vicini come pure dall’India, dagli Stati Uniti, dall’Australia e da  altre nazioni. Oggigiorno riceviamo da una ad un massimo di tre lettere.   Penso che il problema risieda nel fatto che il Paese avendo  avuto molte vicissitudini come  la guerra, la fame, ha   vissuto finora solo  grazie alle donazioni e agli aiuti. Pertanto abbiamo pensato che se avessimo continuato a chiedere agli ascoltatori  di scriverci avremmo commesso lo stesso errore di comportarci da elemosinanti e così abbiamo deciso di non farlo più”.

Dopo che l’emittente ha smesso di annunciare il suo indirizzo la posta in arrivo si è ridotta quasi a zero. Sembra tuttavia che ora Radio Maputo sia più interessata a conoscere le reazioni degli ascoltatori. “Stiamo cercando di risolvere il problema ma a volte – confessa  Jose Tembe –  dimentichiamo di farlo”

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