lunedì , 21 agosto 2017
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I due giorni (alla radio) che sconvolsero la Repubblica di San Marino.

Il 21 e 22 dicembre 1997 l’emittente pirata Radio San Marino International effettuò delle trasmissioni in onde corte dal territorio della piccola repubblica. L’iniziativa non piacque affatto all’amministrazione delle Poste e Telecomunicazioni del Paese…

Co.ra.DX è venuto in possesso di un documento eccezionale che risale a poco meno di 20 anni fa e che pubblichiamo. Si tratta di un comunicato dell’Amministrazione Postale di San Marino apparso sul sito ufficiale del governo della piccola Repubblica, che metteva in guardia chiunque dall’inviare denaro agli operatori di Radio San Marino International, la cui vita per via di questa iniziativa fu piuttosto effimera.

Il documento, afferma con certezza, che le emissioni erano senz’altro “pirata”, in quanto nessuna autorizzazione era mai stata concessa dalle autorità sanmarinesi a chicchesia, e fin qui non c’è ragione di dubitare. Lascia perplessi invece un’altra affermazione, ovvero che le trasmissioni non siano mai state realizzate dal territorio di San Marino, cosa che – assicurano gli ex operatori di Radio San Marino International – è invece avvenuta realmente.

Da notare che il documento fu diffuso il 22 dicembre 1997, ossia il giorno dopo la seconda delle uniche due trasmissioni ufficiali in italiano, inglese e tedesco,  che vennero irradiate secondo il seguente schedule: Sabato, 20 Dicembre 1997,  alle 20:00-24:00 UTC  su 7580 kHz LSB e Domenica, 21 Dicembre 1997,  alle 04:00-07:00 UTC su  7580 kHz LSB;  alle 0700-1000 su 7440 kHz LSB e alle 0700-1700 su 11410 kHz USB.

C’è da dubitare che le autorità sanmarinesi abbiano effettivamente verificato che le trasmissioni di Radio San Marino International non si originassero dal territorio della piccola repubblica. L’intento, che si è poi effettivamente realizzato, era probabilmente di spaventare gli artefici dell’iniziativa, che mai si sarebbero aspettati una reazione così pronta e stizzita da parte del governo sanmarinese.

Il comunicato infatti oltre a porre l’accento sull’illegalità delle trasmissioni metteva in guardia gli ascoltatori  invitandoli  ad astenersi dall’effettuare qualsiasi dazione di denaro alle caselle postali indicate “dalla sedicente Radio San Marino International!”.

Non si può fare a meno di sorridere di fronte a questo invito, in quanto sembra che le autorità sanmarinesi abbiano congetturato chissà quale truffa  fosse stata congegnata per estorcere denaro agli ascoltatori. In realtà il “denaro” richiesto a cui si fa riferimento nel comunicato,  altro non era che il corrispettivo di un francobollo necessario per inviare una cartolina QSL.

Fa anche sorridere  l’ipotesi che le trasmissioni fossero irradiate “da siti locati in qualche paese del Centro Europa, probabilmente dalla Germania”, perché la stessa, probabilmente si fondava,  esclusivamente sul fatto che la casella postale annunciata in onda si trovasse in una città tedesca (Mainz).

Le annunciate indagini sembra che non abbiano portato a nulla se non alla cessazione di ogni attività di Radio San Marino International, che ha trasmesso occasionalmente nelle bande dei 41 e 25 metri, oltre che nelle date indicate nel comunicato ufficiale, anche nelle settimane precedenti, più esattamente il 19 ottobre  e 9 novembre 1997, per testare le apparecchiature.

In effetti dopo l’apparizione di quel comunicato, di cui esiste anche una versione in inglese, gli artefici di Radio San Marino International, che ricevette circa settecento rapporti d’ascolto, rimossero immediatamente tutte le informazioni circa le loro trasmissioni pubblicate su un apposito sito internet e si guardarono bene dal fare ritorno nella piccola repubblica per effettuare nuove trasmissioni.

La conferma di ciò la si ritrova anche sull’edizione del 31 gennaio 1998 del KIWI Radio Weekly, il quale pubblicò il seguente messaggio ricevuto dagli operatori di Radio San Marino International:  “due to excessive reaction of the San Marino government and postal authority, RSMI is forced to stop its broadcasts until further notice.”

Antonello Napolitano

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