giovedì , 21 Marzo 2019
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Glossario Dx, ovvero l’incomprensibile jargon del radioascolto piegato alla stolidità dei dxer

27 day rotation27 giorni è il tempo impiegato da una rivoluzione solare e conseguentemente indica la ciclicità con la quale un evento saliente dell’attività solare può riproporre i propri effetti a carico della ionosfera. Qualora, ad esempio, si verificassero condizioni propagative particolarmente favorevoli, è ragionevole supporre che, salvo comparsa di nuovi fenomeni, queste si possano riproporre all’incirca 27 giorni dopo.

A, Indice E’ il parametro predittivo con il quale viene espressa l’attività geomagnetica giornaliera. E’ ottenuto per elaborazione di diverse misure fatte in luoghi ed orari differenti, tramite magnetometri ed in particolar modo sulla base dei valori dell’indice K. Sua finalità precipua è di fornire un quadro a medio-lungo termine dell’attività geomagnetica della ionosfera su scala globale. Tale attività, difatti, presenta sensibili fluttuazioni in funzione della località geografica di riferimento. La sua espressione è il risultato di varie operazioni: innanzitutto si ha la misurazione ogni 3 ore dell’indice K da parte di un magnetometro. Tale valore viene tradotto in un indice detto indice a (minuscolo) il quale include una “correzione geografica” della misura. I valori “a” della giornata vengono mediati per esprimere l’indice definitivo A corrispondente a quell’area geografica d’interesse. Durante le tempeste geomagnetiche più forti esso può raggiungere valori pari a 200-300. L’A index più frequentemente riportato è quello generato dalla stazione di Boulder, in Colorado. Come indicazione generica ai fini propagativi, si ha che valori di A index bassi favoriscono la propagazione transpolare in onde medie. In funzione dei valori che esso assume, l’attività geomagnetica viene classificata come segue: Quiet (0-7), Unsettled (8-15), Active (16-29) Minor storm (30-49), Major storm (50-99), Severe storm (100-400).

AccordatoreCircuito atto ad adattare l’impedenza tra il ricevitore e l’antenna, assicurando il massimo trasferimento di segnale. Permette di impiegare anche su altre frequenza antenne, principalmente filari, progettate per risuonare in limitate porzioni dello spettro delle radiofrequenze.

AGCCircuito, tipico dei ricevitori supereterodina, che regola il livello di amplificazione del segnale ricevuto al fine di mantenere un volume audio costante e limitare fastidiose fluttuazioni. In molti ricevitori può essere regolato su più posizioni ed in caso di segnali dx particolarmente deboli può essere utile disattivarlo per evitare la perdita di una parte del segnale ed aumentarne la comprensibilità

AMTecnica di modulazione nella quale l’ampiezza dell’onda portante viene variata in funzione del segnale audio. Consente di aggiungere alla portante non modulata le informazioni che possono poi essere tradotte in un segnale audio comprensibile. E’ alternativa alla tecnica FM, nella quale il parametro che viene variato non è l’ampiezza dell’onda, bensì la sua frequenza.

AM Sincrona Sofisticato circuito, presente solo in alcuni ricevitori, che permette di sostituire l’onda portante del segnale ricevuto con una portante artificiale generata ad hoc. Permette di diminuire l’effetto del fading e di rendere più comprensibili i segnali, modulati in AM, meno potenti.

Antenna attivaPiccola antenna, spesso a stilo, munita di un amplificatore. Ideale per chi ha pochissimo spazio, si rivela spesso inadatta ad esigenze di dx estremo, ma può rappresentare un discreto compromesso per soluzioni urbane e necessità di radioascolto.

Antenna farm – Una casa in campagna, tanto spazio, tante antenne (preferibilimente beverages), tante radio. Niente rumori, niente vicini, niente mogli. Il sogno mostruosamente proibito di ogni dxer compulsivo.

AOR – Acronimo Album-Oriented Rock, format radiofonico frequente in nordamerica e composto da classici della musica rock.

AperturaIl verificarsi di buone condizioni propagative rispetto ad una specifica area geografica, ovvero la creazione di un “corridoio propagativo” stabile che porta alle nostre avide orecchie segnali lontani provenienti da un’unica, più o meno delimitata, zona del pianeta (ad es. quando in uno stesso momento sono ricevibili più stazioni nordamericane in onde medie).

ArmonicaTrasmissione indesiderata che avviene su una frequenza che è un multiplo di quella effettiva. Frequente con trasmettitori mal tarati o malfunzionanti tipici di certe aree del mondo, può tuttavia consentire la ricezione di segnali per noi altrimenti inaudibili sulla frequenza fondamentale.

AssorbimentoRiduzione dell’intensità di un segnale radio a causa della mancata rifrazione da parte di una porzione della ionosfera.

Assorbimento polareEvento strettamente legato ai flares solari, specialmente a quelli che implicano un proton event. A seguito dell’intensa ionizzazione dello strato ionosferico D in corrispondenza dei poli, si determina un completo assorbimento dei segnali in transito transpolare e conseguentemente un blackout delle trasmissioni radio. Generalmente i suoi effetti sono immediatamente successivi al flare, hanno una fase acuta di poche ore ma perdurano, con intensità degradante, per alcuni giorni prima di svanire completamente, influenzando in modo sensibile la qualità della propagazione ionosferica. Nei casi più gravi il fenomeno può estendersi dalle calotte polari sino a circa ai 50° di latitudine.

ATCAcronimo di Air Traffic Control, controllo del traffico aereo. E’ la rete di comunicazione terrestre utilizzata a supporto della navigazione aerea nelle delicate fasi del decollo, dell’atterraggio e dell’instradamento lungo i corridoi aerei prestabiliti.

AttenuatoreCircuito interposto in un ricevitore o inserito a valle di un’ antenna e utilizzato per ridurre il livello dei segnali. Svolge un ruolo esattamente opposto al preamplificatore nel caso di segnali estremamente intensi che compromettono la ricezione.

AuroraEvento sporadico, consistente in un fenomeno visivo evidente la notte a determinate latitudini, in concomitanza con tempeste geomagnetiche. Da un punto di vista propagativo è interessante controllare l’estensione e l’intensità dell’ovale aurorale, ovvero della superficie amosferica soprastante i Poli ed interessata dall’evento. Qualora l’ovale sia particolarmente esteso ed intenso la propagazione transpolare dei segnali radio risulterà fortemente compromessa, mentre in caso contrario sarenno possibili buone aperture soprattutto in onde medie verso il Nordamerica e l’Asia. L’attività aurorale è ovviamente strettamente correlata all’intensità degli indici geomagnetici: a valori elevati corrispondera’, salvo rari casi, una forte presenza di aurore.

Aurorali, condizioni Quando l’attività solare è particolarmente elevata, i segnali in transito sui Poli risultano attenuati causando, tendenzialmente, una più facile ricezione di quelli che percorrono un tragitto transequatoriale.

Aurorale, propagazionePropagazione di segnali VHF, tipica dei momenti immediatamente successivi ad una tempesta solare, che avviene tramite riflessione da parte degli strati ionosferici soprastanti i Poli.

AzimutaleMappa geografica adattata dalla forma circolare e centrata su un punto specifico, solitamente equivalente al punto d’ascolto. Distorce le dimensioni mantenendo tuttavia le corrette distanze, consentendo di calcolare con precisione la distanza tra due punti e di direzionare le antenne con la giusta angolazione.

BalunAbbreviazione per “balanced-unbalanced”, ovvero circuito che permette di accoppiare sistemi bilanciati e sbilanciati tra loro. Spesso usato per collegare antenne dipolo ai ricevitori mediante un cavo coassiale.

Banda passante Intervallo di frequenze nella quale i filtri di un ricevitore consentono il passaggio del segnale. Una banda passante troppo ampia limita la selettività del ricevitore, mentre valori troppo ristretti, pur limitando le interferenze da trasmettitori adiacenti, pregiudicano la comprensibilità del segnale e la qualità audio.

Bande tropicaliPorzioni dello spettro destinate alla radiofonia locale nei paesi compresi tra il Tropico del Cancro ed il Tropico del Capricorno, nei quali l’uso delle onde medie su distanze medio-lunghe è problematico durante le ore diurne. Seppur in decadenza a causa della progressiva diffusione, anche nei paesi in via di sviluppo, di reti FM permettono l’ascolto di numerose stazioni africane, sudamericane ed asiatiche. Si dividono in: banda dei 120 m (2300-2495 kHz); banda dei 90 m (3200-3400 kHz); banda dei 75 m (3900-4000 kHz) e banda dei 60 m (4750-5060 kHz).

Band Pass Tuning Circuito per ridurre le interferenze da segnali adiacenti, sovente installato nel canale IF di ricevitori di un certo livello, permette di spostare la “finestra” della banda di ricezione nella direzione opposta a quella dell’ interferenza e quindi di attenuarla o eliminarla.

BandscanElenco di stazioni ricevute in un medesimo lasso temporale (generalmente di poche ore) su una determinata porzione di spettro.

BCLAcronimo di BroadCast Listener, ovvero ascoltatore di radiotrasmissioni. In senso generale è sinonimo di appassionato di radioascolto, anche se nella prassi comune viene impiegato per indicare chi si interessa maggiormente del contenuto delle trasmissioni e meno all’aspetto estremo dell’hobby, ovvero del dxing.

BeaconStazione utility che trasmette un segnale ripetitivo, generalmente in codice morse, per coadiuvare la navigazione di aerei e navi. Esistono altresi’ beacon radioamatoriali che permettono di monitorare le tendenze propagative.

Beam(it. Fascio) indica la direzione verso cui è puntata l’antenna trasmittente o da cui l’antenna ricevente capta di preferenza i segnali. Sinonimo di direzionalità.

BellabarbaCognome di una nota coppia di “radioascoltatori” italiani attiva da molti anni nella discutibile professione della falsificazione dei rapporti di ascolto (vedi alla voce Fake). Si calcola che i due abbiano inviato (e continuino a inviare) decine di migliaia di rapporti assolutamente fasulli con il solo scopo di ricevere dalle stazioni una conferma su carta intestata (il vero tema della collezione). La notorietà in Italia e all’estero di questa coppia (oggi proabilmente ridotta a un solo falsario) ha fatto sì che il termine Bellabarba diventasse epitomo di falsificatore, anche se certi personaggi sono presenti ovunque.

BeverageAntenna filare lunga alcune centinaia di metri e terminata, al capo più lontano dal ricevitore, con una apposita resistenza collegata ad una presa di terra. E’ altamente direttiva nella direzione tracciata dal ricevitore verso la resistenza. Si esprime al suo meglio in onde medie se perfettamente lineare ed equidistante dal suolo.

Bilanciato(Sbilanciato) detto di circuito, tipicamente antenna, simmetrico elettricamente e quindi non legato al piano di terra (vedi). Sono ad es. bilanciate le antenne a dipolo e le linee di discesa in piattina bifilare, sono invece sbilanciate le antenne filari e i cavi coassiali.

BFO(Beat Frequency Oscillator) Circuito di un ricevitore che permette l’ascolto di segnali SSB e CW.

BNC – Particolare connettore con innesto ad incastro, impiegato per collegare un cavo coassiale con un ricevitore o con un altro apparecchio. Frequente nei ricevitori per UHF/VHF trova talora impiego anche per strumenti impiegati a frequenze più basse. Il nome è acronimo di Bayonet-Niell-Concelman, dal nome degli inventori.

Broadcasting – Termine che indica le stazioni di radiofonia internazionale più potenti, le cui trasmissioni sono destinate ad un’audience transnazionale e multilingue. Ad es. BBC, VOA, Radio France Int., ecc.

Buco CoronaleZona, spesso assai estesa, del disco solare, caratterizzata da una densità particolarmente bassa e generalmente localizzata ai poli, o più raramente in posizione transequatoriale. Emette vento solare ad alta velocità e può originare CME. Il loro passaggio sul lato visibile del Sole causa cattive condizioni dx sulle onde medie.

BWC( Band Width Control ) Circuito che permette di variare in continuo la larghezza di banda di un ricevitore. Estremamente utile per limitare, ridurre o eliminare interferenze causate da trasmissioni su frequenze vicine a quella d’interesse. Prerogativa di ricevitori molto sofisticati e costosi.

Call sign Sigla composta solitamente da 3 o 4 lettere che identifica in modo univoco una stazione radio. Sebbene caduta in disuso in Europa, la prassi di far coincidere il call sign di una stazione con il suo nome ufficiale permane nelle Americhe ed in alcune aree dell’Asia (Giappone). In molti casi l’annuncio del call sign è obbligatorio in corrispondenza dell’ora esatta, cosa che facilita l’identificazione di queste stazioni. Il call sign delle stazioni statunitensi inizia con una W per quelle ad est del fiume Mississippi e con una K per quelle ad ovest.

CanaleFrequenza prefissata alla quale ha luogo una trasmissione. Detto soprattutto di porzioni regolamentate internazionalmente, come le onde medie. La distanza tra un canale e l’alto è dettata dalla necessità di ridurre le reciproche interferenze tra stazioni vicine mediante una razionalizzazione dello spettro disponibile. In Europa, Asia, Africa i canali sono spaziati di 9 kHz, mentre nelle Americhe la spaziatura è di 10 kHz. Ciò consente l’ascolto di stazioni americane dall’Europa e vice versa.

CardioideDetto di antenne in grado di raccogliere segnale da una direzione e nel contempo La K9AY e la beverage sono esempi di antenne cardioidi.

CarrierIl segnale non modulato emesso da un trasmettitore. In italiano, onda portante o più semplicemente portante

Cavo Coassiale Cavo di segnale nel quale il conduttore interno è avvolto da una guaina plastica isolante e da un rivestimento concentrico formato da una maglia metallica che funge da schermo ed isola l’alimentazione primaria da rumori elettrici ed interferenze. Viene impiegato per collegare i ricevitori ad antenne a bassa impedenza (50-75 ohm) o ad accordatori d’antenna.

CAVOK Abbreviazione di “ceiling and visibility OK” (pronuncia, “cavochei”). Tipica espressione utilizzata nei VOLMET (vedi) e nella comunicazione torre-velivolo. Indica una situazione di buona visibilità e di cielo libero da nuvole (visibilità fino a 10 km e nessuna nube sotto i 5.000 piedi)

Ciclo solare Il comportamento del Sole, ed in particolare la sua produzione di macchie solari monitorata a partire dalla fine del 1800, presenta un andamento ciclico nel quale si alternano anni di elevata attività ed anni di relativa quiescenza. Tale ciclo è basato su un periodo di circa 11 anni ed è grossolanamente sovrapponibile ai cicli generati dalla misurazione di altri parametri quali l’attività geomagnetica e le emissioni a radiofrequenza. L’alternarsi dei cicli tende a favorire la propagazione a lunga distanza delle frequenze più basse (onde medie) durante i periodi di minimo e viceversa quella delle frequenze più alte (VHF, ad esempio) durante gli anni di massimo. Tale indicazione è tuttavia generica, dal momento che sono state osservate numerose e rimarchevoli eccezioni.

Clandestina, stazioneStazione che trasmette senza autorizzazione governativa e generalmente da una località segreta. Ha contenuto politico e spesso è legata a gruppi di opposizione, guerriglia, lotta sociale. Frequente oggetto di jamming.

CME (Coronal Mass Ejection) Flusso momentaneo ed improvviso di plasma dalla superficie solare. Spesso associato a flares ed altri tipi di eruzioni solari, causa un incremento della veocità del vento solare. I suoi effetti si manifestano sulla ionosfera alcuni giorni dopo la sua comparsa sul Sole e causano un peggioramento della propagazione, specialmente sulle onde medie.

Codice Morseil più antico dei sistemi di comunicazione via radio. Ormai in disuso nelle comunicazioni professionali è ancora usato dai radioamatori e dai radiofari (vedi).

Corona La parte esterna deell’atmosfera del Sole. E’ caratterizzata da basse densità ed altissime temperature, che ne deterinano l’emissione nel campo ultravioletto ed ai raggi X. Tali emissioni vengono bloccate dall’atmosfera terrestre, ma vengono monitorate a livello satellitare per avere informazioni sull’attività solare.

CWAcronimo di Continuous Wave, ovvero onda non modulata. E’ il trademark delle trasmissioni in Codice Morse.

DAB Digital Audio Broadcasting. Un sistema di trasmissione audio digitale ad altissima qualità ed efficienza. In diverse nazioni europee e asiatiche, ma anche in Canada e in Australia, viene considerato un possibile candidato alla sostituzione delle attuali reti analogiche FM. Si basa sulla norma Eureka 147 e in Germania e Regno Unito ha raggiunto una significativa penetrazione commerciale. Ma i ricevitori compatibili non sono molto diffusi e le perplessità sul futuro dello standard sono concrete.

DecibelUnità di misura di frequente utilizzo in campo radio (vedi S Meter). Indica l’ intensità di una grandezza, es. la potenza di un segnale, come rapporto rispetto ad un valore di riferimento.

DecoderApparecchio o software o combinazione di hardware e software utilizzati per la decodifica dei segnali di tipo telegrafico, o basati su altri codici, trasmessi con diverse tecniche di modulazione del segnale. Oggi tra gli appassionati di utiliy sono diffusi i decoder basati su software per schede audio standard montate a bordo dei personal computer, ma il mercato dei decoder professionali è costituito da dispositivi molto evoluti e costosi, di circolazione limitata agli ambiti militari, diplomatici o civili professionali.

Dinamica la capacità di un ricevitore nel discriminare un debole segnale in presenza di forti segnali adiacenti . Indice della qualità, e del costo, di un ricevitore.

DipoloTipo di antenna le cui prestazioni sono massimizzate per una determinata frequenza, pari ad una lunghezza d’onda di 1/2 o più raramente 1/4. E’ costituita da due porzioni di filo elettrico, idealmente poste ad un altezza dal suolo pari ad almeno 1/2 della lunghezza d’onda, dirette in direzioni opposte ed unite al centro dalla linea di alimentazione, generalmente in linea bilanciata.

Diversityparticolari circuiti che, accoppiati a più antenne, consentono in maniera automatica la selezione del miglior segnale ricevibile, istante per istante, di una determinata stazione al fine di garantire una ricezione costante. Difficilmente impiegato in campo amatoriale è invece tipico di sistemi riceventi commerciali e militari.

DRM Digital Radio Mondiale, sistema di recente implementazione che si propone di introdurre trasmissioni digitali a larga banda in onde medie e corte. Rappresenterebbe la morte del dxing.

DSCAcronimo di Digital Selective Calling, sistema di chiamata selettiva automatica del GMDSS (vedi). La DSC consente di stabilire una connessione non sorvegliata tra singole o gruppi di navi e stazioni costiere

DSPAcronimo di Digital Signal Processing. Si tratta di sistemi di ultima generazione, basati su microprocessori dedicati e velocissimi con opportuni algoritmi software, che permettono la rielaborazione digitale di un segnale audio oppure a radio frequenza. Tra le varie operazioni effettuabili, il restringimento della banda passante a limiti variabili, ogni forma di demodulazione, il filtraggio dei rumori di origine elettrica. Filtri DSP possono trovarsi direttamente nei ricevitori oppure essere impiegati in un secondo tempo, rielaborando un segnale audio acquisito mediante la scheda audio di un qualunque computer.

DXLa causa di tutto questo. Espressione puramente gergale e fondamentalmente difficile da rendere al profano. Sarebbe la sintesi estrema dell’espressione “Distanza X”, ovvero “Distanza Ignota”, che sta ad indicare l’ascolto di una stazione radio in un posto assai distante dal trasmettitore o comunque in un luogo teoricamente non coperto dal trasmettitore stesso.

DxpeditionIn inglese, “spedizione dx”. Uno dei rari eventi sociali per un hobby tutto sommato solitario: persone accomunate da una passione si ritrovano in un luogo lontano dal rumore urbano, dalle interferenze, con molto spazio a disposizione per montare le antenne che la moglie e la città non permettono al fine di ascoltare l’altrimenti inascoltabile. Grandi occasioni per ritrovarsi tra amici, mangiare bene, bere meglio e scambiarsi opinioni sui trucchi del mestiere.

E-SporadicoTemporanea ionizzazione indotta, a carico dello strato ionosferico E, da parte di particolari codizioni atmosferiche. Determina la rifrazione di alte frequenze, oltre i 50 MHz e consente, soprattutto nel periodo primaverile-estivo, di effettuare ascolti dx anche in banda FM.

ECSS(acronimo di Exalted Carrier Selectable Sideband) modalità di ricezione, possibile su ricevitori di buon livello, che consiste nella demodulazione di un segnale AM come se fosse in SSB, in pratica migliorandone l’intelligibilità in caso di forti interferenze.

Elettromagnetica, radiazioneRadiazione in grado di propagarsi nel vuoto per effetto dell’interazione dei campi elettrico e magnetico. Ad ogni radiazione sono associate una frequenza ed una lunghezza d’onda specifiche.

ERPAcronimo di Effective Radiated Power. Tiene in conto non solo della potenza del trasmettitore, ma anche dell’efficienza dell’antenna impiegata, che solitamente presenta un guadagno di diversi dB rispetto a un dipolo, considerato a guadagno unitario. L’ ERP viene calcolata moltiplicando la potenza del trasmettitore per il guadagno dell’antenna in una data direzione.

EterodinaFrequenza generata dall’interferenza reciproca di due segnali operanti su lunghezze d’ onda vicine. Può essere eliminata mediante circuiti detti Filtri Notch.

EWE, antennaparticolare antenna dalla caratteristica forma ad U rovesciata, derivata dalla Beverage (vedi) ma molto più corta. Presenta notevoli caratteristiche di direttività e poca sensibilità ai rumori elettrici.

FadingFenomeno legato alla propagazione ionosferica delle onde radio, il cui effetto è quello di indurre oscillazioni cicliche dell’intensità del segnale ricevuto, che tende ad emergere ed a scomparire nel rumore di fondo.

FakeLetteralmente “fasullo”, “falsificato”. Può indicare semplicemente una segnalazione di un ascolto mai effettuato o una QSL ricevuta dietro invio di un rapporto di un ascolto mai effettuato, o addirittura falsificata. Le QSL (vedi) false sono un fenomeno antico come l’hobby del radioascolto e quando sono ottenute in malafede costituiscono una grave violazione dell’etica del radioascoltatore (è un hobby ma c’è chi lo prende sul serio e in generale qualche regola di buona cortesia e correttezza va rispettata). Oltre a essere frustrante per chi si ingegna di ottenere una QSL solo dopo aver ascoltato e documentato una stazione magari difficile o molto rara, la QSL falsa rischia anche di danneggiare la comunità dei radioascoltatori scoraggiando le stazioni – che possono giustamente sentirsi imbrogliate – dall’inviare ulteriori conferme.

FECAcronimo di Forward Error Correction. Sistema di autocorrezione di codice, solitamente impiegato nelle trasmissioni telex, che prevede la trasmissione – intrecciata con il normale “payload” o contenuto della comunicazione – di codici che consentono l’automatica correzione di un segnale ricevuto solo parzialmente. A seconda della ridondanza e del peso del codice di autocorrezione è possibile ricostruire contenuti che non sono stati ricevuti per colpa di interferenze, rumori o evanescenze. E’ stato il primo metodo utilizzato per tale scopo, attualmente è raramente impiegato.

Filamento, solareMassa di gas e plasma espulso dal Sole a causa di un’esplosione.

Filare, antennaAntenna composta da un semplice filo metallico, preferibilmente di rame isolato e possibilmente teso in linea retta, collegato al ricevitore direttamente o mediante un accordatore. In inglese è genericamente detta longwire. E’ antenna assai economica ed efficace, specialmente per chi ha spazio a disposizione. In funzione della lunghezza tende a fornire performance migliori su determinate bande, ad esempio se una lunghezza di circa 30-60m è ottimale per le bande tropicali e per le onde corte in genere, per ottenere buoni risultati in onde medie è necessaria una lunghezza speriore ai 150-200m. Se sollevata da terra ha caratteristica bidirezionalità nelle direzioni corrispondenti ai due capi del filo, mentre se poggiata direttamente al suolo per lunghezze di circa 100 m diviene monodirezionale verso l’estremità finale. In quest’ultimo caso prende il nome di BOG ( Beverage On Ground ) ed ha proprietà simili all’antenna Beverage (v.).

FiltroCircuito che consente di aumentare la selettività di un ricevitore. La sua azione prevede la riduzione delle interferenze causate da trasmissioni su frequenze adiecenti quella d’interesse. La sua ampiezza, espressa in kHz, corrisponde all’ampiezza della sua banda passante ed indica la capacità di attenuare i segnali al di fuori di tale “finestra”. Un filtro particolarmente stretto causa per contro una sensibile diminuzione della qualità audio del segnale ricevuto.

FlareSubitaneo rilascio di energia (sia essa una radiazione elettromagnetica o ai raggi x, oppure un flusso di particelle) emessa da una porzione localizzata della superficie solare. I flares vengono classificati in funzione della loro intensità come segue: Classe X, esplosioni di grande potenza, in grado di determinare blackout nelle trasmisssioni radiofoniche e tempeste di lunga durata; Classe M, esplosioni di medie intensità, i cui effetti solitamente riguardano solamente le aree polari; Classe C, esplosioni di stasa potenza, i cui effetti sulla ionosfera della Terra sono trascurabili ai fini della propazione delle onde radio.

Flight level Livello o quota di volo. Le regole della navigazione aerea civile prevedono per i velivoli l’impiego di quote ad altitudine fissa, separata da fasce di mille piedi (circa 300 metri). Tipico termine utilizzato nel traffico ATC (vedi) tra torri di controllo e aerei in volo. Il pilota richiede (o gli viene assegnato dal controllore di volo) un determinato flight level espresso in numeri equivalenti a N centinaia di piedi. Flight level 280 equivale per esempio a 28000 piedi, una quota di circa 9.500 metri.

FM-DX – ascolto DX (vedi) di stazioni trasmittenti nella banda FM ( 88 – 108 MHz in Europa ). Tipicamente legata a particolari condizioni solari o fenomeni troposferici consente l’ ascolto di segnali da alcune migliaia di km di distanza.

FoniaTrasmissione in voce, in modulazione di ampiezza, SSB (vedi) o di frequenza. Nell’ascolto di stazioni utility (vedi) distingue le trasmissioni “parlate” da quelle telegrafiche, in grafia (vedi).

FormatLo stile caratteristico di una stazione a programmazione tematica. Molte stazioni AM nordamericane hanno un format specifico, ovvero hanno un palinsesto nel quale predominano lo sport o le notizie economiche o, ad es. un determinato genere musicale. In Italia hanno format specifico alcuni network FM come Radio Maria (Format religioso), Radio 24 (Format Talk-News), Radio Capital (Format Oldies).

FrequenzaNumero di cicli completati in un secondo da una corrente alternata o da un’onda elettromagnetica. A frequenze maggiori corrispondono minori lunghezze d’onda. L’unità di misura specifica è l’Hertz (Hz): 1 Hz equivale ad 1 ciclo al secondo.

Front Endstadio di ingresso di un ricevitore. E’ il più critico per quanto riguarda le prestazioni complessive di un apparato.

FSKAcronimo di Frequency Shift Keying, codifica (o modulazione) a spostamento di frequenza. Termine radiotelegrafico che indica la tecnica di trasmissione dei simboli alfabetici basata sulla trasmissione di stringhe di simboli binari (0 e 1). Nella FSK la stazione trasmette alternando una portante a frequenza F0 e una, leggermente spostata, F1. La distanza in Hertz tra queste due frequenze è detta “larghezza” (di banda). In genere questa larghezza può variare da poche decine a qualche centinaia di Hertz e dipende dal sistema telex utilizzato.

Fuori bandaDetto di qualunque stazione operante al di fuori delle porzioni di spettro internazionalmente assegnate alla radiodiffusione broadcasting.

GeoeffettivoDetto di fenomeno solare, ad esempio dei CME, quando si trova in linea diretta con la Terra e pertanto risultano massimi i suoi effetti sulla ionosfera terrestre.

Geomagnetica, AttivitàEsiste un costante flusso di particelle (elettroni, protoni, nuclei di elio) emesso dal Sole nello spazio e, conseguentemente, anche verso l’atmosfera terrestre. Tale flusso prende il nome di Vento Solare (v.). La sua densità e velocità influenzano il grado di ionizzazione della ionosfera e quindi anche la qualità della propagazione radio. Mano a mano che il vento solare impatta l’atmosfera, il campo geomagnetico terrestre contribuisce a deflettere una parte delle particelle, formando una struttura che prende il nome di Magnetosfera e che ha una forma simile a quella delle comete. In condizioni di quiete il vento solare ha una velocità di 400 km/sec e la magnetosfera si mantiene di forma costante. In occasione di tempeste solari o di perturbazioni il vento solare aumenta di densità e velocità e causa sensibili variazioni a carico della Magnetosfera, sia in termini di forma che, soprattutto, in termini di orientamento magnetico. L’attività geomagnetica solare esprime pertanto gli effetti di tali eventi a carico della magnetosfera terrestre ed è strettamente correlata alla qualità della propagazione ed al tipo di segnali che possono essere riflessi dalla ionosfera. Alti livelli di attività geomagnetica, espressi da alti valori degli indici K ed A, vanno difatti a detrimento delle proprietà riflettenti della ionosfera. All’interno ed in prossimità della zona polare (aurorale), difatti, gli strati ionosferici D tendono ad assorbire massicciamente i segnali radio in concomitanza con elevata attività geomagnetica.

Geomagnetico, Campo Campo magnetico che avvolge il pianeta, avente intensità variabili all’equatore (32,000 nT) ed ai poli (62,000 nT). Ha proprietà dinamiche e si adatta continuamente al variare delle sollecitazioni impartite dai fenomeni legati all’attività solare (macchie solari, vento solare, eccetera). Può avere polarizzazione positiva, ed in tal caso la repulsione delle particelle emesse dal sole è più efficace ed i loro effetti, anche in chiave propagativa, sono meno evidenti, oppure avere polarizzazione negativa ed in tal caso essere più permeabile al flusso di particelle emesso dal Sole. In tale caso, ad esempio, le aurore saranno più intense ed i fenomeni associati più marcati.

Geomagnetica, TempestaFenomeno determinato dall’impatto di ondate di vento solare sulla ionosfera terrestre. Determina variazioni nella formaa e nella polarizzazione del campo magnetico della Terra e produce il fenomeno delle aurore in prossimità dei poli.

GHFSAcronimo di Global High Frequency System. Il sistema è stato creato dalle forze aeree statunitensi nel 1992 in sostituzione di precedenti sistemi di comunicazione torre-aereo. Oggi è organizzato in una serie di nodi nevralgici installati presso le basi areonautiche militari americane nel mondo. La rete supporta diversi tipi di servizi di comunicazione in fonia, in particolare gli Emergency Action Messages (EAM) in codice. Una delle frequenze più attive è su 11175 kHz in USB.

GMDSSAcronimo di Global Maritime Distress and Safety System, definito dalla International Maritime Organization delle Nazioni Unite. Il GMDSS raccoglie un insieme di sistemi e modalità di trasmissione per i contatti nave-costa e la trasmissione di messaggi di allerta e bollettini meteo. La particolarità di questo complesso sistema consiste nell’esplicito obiettivo di rendere il più possibile automatiche comunicazioni che un tempo richiedevano il costante sorvegliamento delle frequenze radio da parte di marconisti di bordo e delle stazioni costiere.

GMT Acronimo di Greenwich Mean Time, sinonimo di UTC

GrafiaTrasmissione alfabetica non vocale. Utilizza sistemi come il codice morse e le decine e decine di codici radiotelegrafici oggi utilizzati. Ogni lettera o numero dell’alfabeto viene convertita in un codice (generalmente binario) che viene trasmesso da un sistema telegrafico. Nella telegrafia Morse ogni simbolo viene per esempio codificato da una serie prefissata di punti e linee. Nel TOR (vedi), si utilizzano gli zero e gli uno che possono essere caratterizzati in molti modi. Per esempio nella modulazione FSK, frequency shift keying, lo 0 viene associato a segnale RF di una certa frequenza e l’1 a una frequenza leggermente superiore o inferiore. Un segnale così modulato ascoltato con un ricevitore in banda laterale (vedi) produce nell’altoparlante due toni di frequenza diversa (per convenzione, il valore intermedio di questo intervallo corrisponde alla frequenza portante nominale del segnale). Un decoder (vedi), interpreta questi due toni, li converte in 0 e 1 e le stringhe di questi due simboli vengono convertite a loro volta nei caratteri alfabetici della comunicazione originale.

GraylineLa linea grigia del tramonto su scala planetaria. Il suo passaggio su una determinata zona geografica aumenta l’intensità dei segnali ivi trasmessi. Può essere monitorata mediante software specifici o consultando apposite pagine web.

Guadagnoamplificazione complessiva (espressa in dB) di uno stadio di amplificazione. Indica anche l’ incremento del segnale ottenuto da un’ antenna direttiva in una data direzione.

Hertz(Hz, multipli kHz, MHz, GHz), unità di misura della frequenza (vedi).

HF – High Frequency, porzione di spettro compresa tra i 3 ed i 30 MHz.

High Latitudes – Alte latitudini, generalmente riferito a fenomeni ionosferici che hanno luogo o manifestano in modo più evidenti i loro effetti tra 50° ed 80° di latitudine..

High speed stream – Letteralmente, flusso ad alta velocità. Fenomeno che si verifica quando il vento solare soffia ad una velocità doppia rispeto a quella normale. Ha luogo in concomitanza con il ricorrente passaggio in posizione geoeffettiva di buchi coronali o in occasione di flares geoeffettivi e determina tempeste geomagnetiche, aurore e cattiva propagazione traspolare, specialmente sulle frequenze più basse, come ad es. sulle onde medie.

IFstadio di media frequenza. In un ricevitore supereterodina è lo stadio in cui si concentrano le caratteristiche di guadagno e di selettività.

IonosferaStrato dell’atmosfera terrestre che riflette le trasmisioni radio HF verso la terra. Sua funzione primaria è quella di fornire protezione dalle radiazioni ultraviolette grazie alla presenza di particelle elettricamente cariche il cui numero può aumentare considerevolmente a seguito dell’irraggiamento operato da radiazioni solari di varia natura (elettrica, magnetica). E’ divisa in più strati (D, E, F) in funzione dell’altezza dal suolo e la loro differente ionizzazione può causare l’assorbimento dei segnali radio a determinate frequenze o, al contrario, la loro riflessione. La conoscenza dei parametri che ne descrivono lo status è di fondamentale importanza per prevedere le condizioni propagative.

ImpedenzaResistenza alla corrente alternata offerta dai circuiti elettrici e variabile in funzione della frequenza del segnale ricevuto. Per un’efficienza ottimale le impedenze delle diverse componenti di un sistema di ricezione (ad es. radio ed antenna) devono essere identiche. Per tale scopo esistono appositi circuiti denominati adattatori.

Intercept Point di solito abbreviato in IP2 e IP3. Indica due forme di distorsione, rispettivamente del 2° e 3° ordine, che avvengono all’ interno di un apparato ricevente e ne limitano le prestazioni. Sono indice fondamentale delle caratteristiche, e del costo, di un apparato.

Intermodulazioneinterferenza sul segnale utile prodotta dalle caratteristiche di un sistema ricevente e dall’ intensità dei segnali in arrivo sull ‘antenna.

Interval signalAbbreviato I/S, segnale di intervallo. E’ la breve musichetta, spesso riferibile al folklore e alla tradizione del paese d’origine, che una emittente trasmette, per pochi secondi, prima di iniziare le proprie trasmissioni. Le emittenti internazionali lo utilizzano per favorire la sintonia e il riconoscimento da parte dei loro ascoltatori, anche nel passaggio da uno slot di programmazione da una lingua all’altra. Curiosamente, fino a qualche anno fa il WRTH riportava il rigo musicale con la notazione dell’interval signal di molti broadcaster.

irr.Irregolare. Detto di stazione che non trasmette su base gionaliera bensì saltuaria.

K9AYsistema di antenna, tipicamente per onde lunghe e medie, dotato di spiccate caratteristiche di direttività e scarsa sensibilità al rumore elettrico, derivato dall’antenna EWE (vedi) ma di dimensioni ancora minori.

JammingInterferenza intenzionalmente operata a danno di una trasmissione radio. Si tratta di un fenomeno cui vanno soggette le stazioni clandestine o non ufficiali, un tempo prassi diffusa e reciproca tra paesi Nato e paesi del Patto di Varsavia. Attualmente è riscontrabile solo nei confronti di alcune emittenti mediorientali e, più raramente, asiatiche e centroamericane. Il suo obiettivo, naturalmente, è quello di impedire la ricezione di un segnale non desiderato.

K, IndiceEsprime il risultato di misurazioni effettuate ogni 3 ore da magnetometri e comparate con l’orientamento del campo gemagnetico terrestre e con condizioni ipotetiche di quiete. Ogni indice è relativo ad una precisa zona della terra, corrispondente al sito di misurazione e necessita di una correzione geografica. I valori misurati da strumenti vicini alla vostra postazione d’ascolto risulteranno quindi piu’ affidabili di quelli ottenuti in altri continenti. La scala di misura è quasi-logaritmica ed aumenta al crescere del disturbo del campo geomagnetico. I valori sono adimensionali ed oscillano da 0 a 9. Valori 0-1: condizioni di quiete, corrispondenti a buone condizioni propagative. Qualora tali valori permangano per diverse ore o giorni la probabilità di avere ottime aperture in onde medie sarà assai elevata; 2-4 attività geomagnetica instabile o attiva, corrispondente a condizioni propagative non ottimali ma potenzialmente discrete; 5, lieve tempesta geomagnetica: condizioni mediocri, ma con possibilità di aperture transequatoriali, ovvero di segnali provenienti da oltre l’equatore come ad esempio dall’Africa; 6 – 7 corrispondono a Major e severe storms, ovvero a forte perturbazione e cattiva propagazione. 8-9 sono misurati raramente ed indicano tempeste assai forti che possono pregiudicare quasi totalmente la propagazione dei segnali radio (v. radio-blackout). I valori dell’indice K possono essere costantemente monitorati presso questo sito.

KilowattUnità di misura della potenza di un trasmettitore. Le stazioni broadcasting più potenti arrivano a potenze dell’ordine delle centinaia di kW, mentre quelle più locali possono arrivare ad un millesimo di kilowatt, ovvero uno solo o poche decine di watt.

Larghezza di bandaampiezza, solitamente espressa in Hz o kHz, della “finestra” di ricezione di un segnale. Tipicamente indica le caratteristiche di un filtro.

List logging – Indica la propensione a segnalare una stazione senza averla propriamente identificata ma semplicemente previa consultazione di un elenco (list) di stazioni ascoltate da altre o del WRTH. E’ giusto attribuire un ascolto senza chiara identificazione solo se tutti gli indizi (orario, lingua, format del programma…) puntano in favore della stessa. Troppo list logging può essere rischioso e far prendere molte lucciole per lanterne.

LOG Elenco dei dati fondamentali necessari per registrare o segnalare l’ascolto effettuato. generalmente comprende frequenza, data, ora, nome della stazione e dettagli sul programma ascoltato e sulla qualità del segnale ricevuto.

Longwire, antenna – Vedi Filare, antenna. Più in particolare indica un’ antenna filare di lunghezza fisica maggiore di una lunghezza d’ onda del segnale ricevuto.

Loop, antenna Antenna altamente direzionale, da interni o da esterni, generalmente rotante, formata da filo elettrico appositamente avvolto a spirale su di un sostegno tondo o quadrato del raggio di uno o più metri e accordata sulla frequenza di ricezione tramite apposito comando. Ideale per l’ascolto in onde medie e lunghe. Può essere facilmente costruita in casa.

LPAM Acronimo di Low Power AM, indica stazioni radio eminentemente britanniche che operano in onde medie con potenze limitatissime, pari ad un solo watt. Teoricamente ideate per coprire solo aree estremamente circoscritte (ospedali, stadi, sedi universitarie) sono state invece ricevute anche a a svariate centinaia di chilometri di distanza. Alcune di esse sono state ascoltate anche dall’Italia.

LSBLower Side Band, banda laterale inferiore ( vedi SSB ). Usata esclusivamente dai radioamatori nelle bande dei 160,80 e 40 m. Nel campo utility si utilizza esclusivamente la USB.

Lunghezza d’ondaInverso della frequenza. La distanza tra due cicli consecutivi di un segnale periodico. Nello spettro HF (onde medie e corte) è dell’ordine delle decine e centinaia di metri. E’ correlata all’ Hertz, che invece indica il numero di cicli compiuti da un segnale periodico in un secondo.Unità di misura oggi un po caduta in disuso si ottiene facilmente dividendo la velocità dell’ onda elettromagnetica ( 300.000 km/sec ) per la frequenza espressa in kHz.

Macchie solariZona del disco solare temporaneamente disturbata. La sua temperatura è inferiore a quella del resto del plasma e ciò la rende più scura alla visione. Possono essere isolate o raggrupparsi ed occupare superfici pari a numerose volte l’intera superficie terrestre o addirittura pari o superiori alla superficie del pianeta Giove. La loro attività altera lo stato di quiete della ionosfera e pertanto anche la propagazione delle onde radio. Da esse difatti vengono emesse con maggiore facilità energia e perticelle e sono sede di fenomeni quali flares, brillamenti, esplosioni. Possono essere isolate o costituite da elaborati gruppi di macchie tra loro unite e spesso aventi polarità opposta. Ruotano attorno al sole e si trovano concentrate nella fascia equatoriale. Il loro numero è alla base del ciclo undecennale di attività solare. Vengono numerate e contate ed il numero è ovviamente più elevato quante più sono le macchie visibili sul lato solare esposto alla terra. Tale numero può variare da 0 (nei periodi di minimo solare) a 300-400 durante gli anni di massima attività. Esso è naturalmente correlato con il solar flux, dato che proprio dalle macchie solari viene emessa la radiazione a 10.7 cm. Le macchie solari vengono classificate come segue: A – Piccola macchia individuale (singola polarità magnetica); B – Piccolissima distribuzione di piccole macchie; C – Due o più piccole macchie, almeno una delle quali contraddistinta da una leggera penombra; D – Gruppo di macchie di dimensioni moderate, alcune delle quali contraddistinte da netta penombra. La complessità magnetica delle regioni tipo-D è in grado di solito di generare brillamenti (flares) di classe C e M a bassa intensità; E – Area di dimensioni da moderate a estese di sistemi di macchie piuttosto complessi, diversi dei quali caratterizzati da netta penombra e buona definizione. Spesso in grado di generare brillamenti minori di classe C e importanti di classe-M; F – Aree di dimensioni da estese a molto estese di sistemi di macchie solari complesse. Queste regioni sono spesso in grado di generare importanti brillamenti di classe-X e numerosi importanti eventi di classe-M oltre a numerosi di classe-C (in funzione della loro complessità magnetica); H – Macchia solare individuale di dimensioni estese o molto estese (incapace normalmente di generare eventi significativi).

MagnetografoSpeciale telescopio che consente la misurazione del campo magnetico solare tramite l’analisi del colore e della polarizzazione della luce emessa dalla stella.

Massimo solare Mesi durante i quali il grafico ottenuto dal conteggio delle macchie solari raggiunge il suo massimo all’interno del ciclo solare.

Minimo solare Mesi durante i quali il grafico ottenuto dal conteggio delle macchie solari raggiunge il suo minimo all’interno del ciclo solare.

MLB acronimo di Magnetic Longwire Balun, denominazione commerciale di un trasformatore di impedenza su nucleo di ferrite idoneo ad adattare l’ alta impedenza di un’ antenna filare o beverage ad un cavo coassiale.

MUF Acronimo di Maximum Usable Frequency. Indica la frequenza più alta alla quale un segnale può essere riflesso dalla ionosfera senza eccessive perdite di intensità. E’ un parametro fortemente legato all’attività solare e pertanto varia non solo nell’arco dell’anno, ma anche di una stessa giornata. La sua conoscenza non è di particolare interesse per il dx in onde medie e corte, mentre diviene assai importante per l’FM ed il TV dx.

NavaidDispositivo o sistema in ausilio alla navigazione aerea. Tipicamente i radiofari e gli altri sistemi di orientamento strumentale.

NAVTEXNell’ambito del sistema di sicurezza marittima GMDSS, è un sistema per la trasmissione, quasi sempre telegrafica, di urgenti messaggi concernenti la sicurezza della navigazione via mare.

NBDPTAcronimo di Narrow Band Direct Printing Telegraphy, telegrafia a banda stretta per la stampa diretta dei messaggi. Raggruppa i vari sistemi TOR previsti per le comunicazioni di sicurezza ed emergenza del GMDSS (vedi).

NDB Acronimo di Non Directional Beacon. Indica i radiofari impiegati per la navigazione marittima ed aerea, che trasmettono in continuo un callsign di 1,2 o 3 lettere in codice morse.

Noise Blanker circuito, spesso implementato all’ interno dei radioricevitori di alto livello, che permette la riduzione dei rumori di natura elettrica.

Nominale Detto di frequenza ufficialmente assegnata (dalle autorità nazionali o internazionali) a una stazione che di fatto utilizza però una frequenza leggermente diversa (vedi anche split frequency). Quest’ultima viene chiamata “frequenza misurata”, in genere indicata sui bollettini DX con una lettera “t”.

Nosig Abbreviazione di “no significant change”, nessun cambiamento significativo. Espressione standard utilizzata nei bollettini meteo diffusi dalle stazioni VOLMET (vedi) per l’informazione meteorologica in volo.

Notch, filtroCircuito, presente in quasi tutti i ricevitori di buona qualità, che permette di attenuare qualunque interferenza monotonale, come ad esempio il tipico fischio delle eterodine.

Pattern d’antennadiagramma indicante la direzione preferenziale di ricezione di un sistema d’antenna.

Phasing (Phaser). Circuito, interposto tra più antenne e ricevitore che, basandosi sulla somma algebrica dei segnali ricevuti e opportunamente messi in fase tra di loro, consente di ridurre segnali interferenti o incrementare segnali utili.

Pirata, stazioneStazione radio non autorizzata o comunque illegale, generalmente gestita per diletto, priva di fini politici o sociali. Hanno quasi sempre programmazione esclusivamente musicale ed operano su frequenze non occupate dalle stazioni broadcasting.

PLL(Phase Locked Loop). Particolare circuiteria dell’ oscillatore locale di un ricevitore supereterodina ( vedi ) che ne garantisce l’ elevata stabilità in frequenza nel tempo. Nei ricevitori più moderni è stato sostituito da circuiti ancora più sofisticati detti DDS ( Direct Digital Synthesis ).

Polarizzazioneindice dell’ orientamento spaziale del campo ( di solito quello elettrico ) di un’ onda o di un’ antenna. La massima intensità di ricezione di un segnale si ha quando la polarizazzione dell’ antenna coincide con quella del segnale incidente.

Portante Onda a radio frequenza sulla quale viene sovrapposto un segnale modulante (in ampiezza: AM; in frequenza. FM) di frequenza minore. Le portanti non modulate producono all’ ascolto un tipico soffio.

Preamplificatore Circuito che aumenta l’intensità di un segnale ricevuto. Non è selettivo, ovvero aumenta allo stesso modo il segnale ricevuto, il rumore di fondo ed anche eventuali interferenze.

PreselettoreCircuito che ottimizza lo stadio di preamplificazione di una radio massimizzandone la sensibilità all’ interno di un predefinito range di frequenza. E’ strumento necessario per poter applicare antenne lunghe o particolarmente sensibili o a larga banda a ricevitori dotati di un front-end ridotto o addirittura assente e ridurre l’insorgere di intermodulazioni.

Product detectorDiscriminatore, rivelatore di prodotto. E’ il circuito speciale che estrae l’informazione di bassa frequenza da un segnale trasmesso in SSB o banda laterale (vedi). In questo segnale a portante soppressa, il contenuto viene ricostruito tramite “inserzione” di una frequenza di oscillazione locale che sostituisce la portante. Il product detector miscela il segnale dell’oscillatore locale (BFO, vedi) e il segnale in banda laterale convertito dagli stadi di conversione nella finestra di media frequenza del ricevitore. Da questa miscela di segnali (uno a frequenza variabile, l’altro a frequenza fissa) viene estratta la bassa frequenza originariamente trasmessa dal microfono. Il normale discriminatore o rivelatore di un segnale in AM (vedi) si limita a filtrare la bassa frequenza che modula la radiofrequenza (dopo averla convertita attraverso uno o più stadi di media frequenza).

PropagazioneInsieme di fenomeni in parte ancora imperscrutabili, in parte riconducibili a parametri scientificamente misurabili e prevedibili che permettono ad un segnale radio di coprire distanze ben superiori a quelle previste. Molti dei parametri sono strettamente legati all’attività del Sole ed ai suoi effetti elettrici e geomagnetici a carico di particolari porzioni dell’atmosfera terrestre. La conoscenza delle regole propagative permette di risparmiarsi notti insonni, di indirizzare la propria attenzione sulle porzioni di spettro maggiormente favorite e di comprendere meglio quale tipo di stazioni o di zone è più probabile ascoltare in un determinato periodo dell’anno, del giorno e del ciclo solare.

Proton event Fenomeno di ionizzazione dello strato D della ionosfera ad opera di protoni emessi in occasione di esplosioni solari. Può causare eventi noti come Assorbimenti polari (v.) o deteriorare fortemente le comunicazioni satellitari ed è sempre associato a flares o altre importanti emissioni energetiche da parte del Sole.

PSKAcronimo di Phase Shift Keying, codifica (o modulazione) a spostamento di fase. Diversamente dalla codifica FSK (vedi), questa tecnica trasmette i simboli binari 0 e 1 modificando la fase del segnale in radiofrequenza. I sistemi PSK sono piuttosto efficienti per la trasmissione di informazioni in condizione di forte rumore e sono molto utilizzati in ambito radioamatoriale.

Q Multiplierparticolare circuito oscillante, in uso nei ricevitori del lontano passato, che permetteva, a basso costo, di ottenere selettività accettabili anche se non paragonabili a quelle dei filtri .

QNHAcronimo di Atmospheric Pressure (Q) at Nautical Height, pressione atmosferica alla quota (aero)nautica n. Espresso in millibar è un valore importantissimo per la navigazione aerea, perché consente di tarare con precisione gli altimetri barometrici di bordo. Con questo valore, trasmesso frequentemente dai controllori di volo, il pilota imposta il suo altimetro ottenendo la quota esatta del suo livello di volo (vedi, Flight Level).

QRM Abbreviazione del codice “ Q “ ( di origine telegrafica ) per indicare il rumore generato sullo spettro radio dalle attività umane.

QRN Abbreviazione del codice “ Q “ ( di origine telegrafica ) per indicare il rumore generato sullo spettro radio da fenomeni naturali, come le scariche statiche collegate ai temporali o il rumore atmosferico in genere.

QSBAbbreviazione del codice “Q” che indica l’evanescenza o Fading (vedi) del segnale.

QSLCartolina o in generale messaggio con il quale le stazioni radio erano solite confermare l’avvenuta ricezione, segnalata mediante un rapporto d’ascolto. Inizialmente motivata dalla necesssità di monitorare la qualità del segnale trasmesso e l’area di copertura del segnale, la spedizione di QSL si è gradualmente trasformata in un’operazione di marketing, perdendo l’originale valenza tecnica. Attualmente, anche per motivi di costi, la spedizione della tradizionale cartolina cartacea (oggetto peraltro di collezionismo) è via via eliminata dalle stazioni principali (BBC, VOA) o sostituita dall’email. Le sole stazioni che hanno effettivo interesse tecnico nel ricevere rapporti d’ascolto sono le stazioni pirata.

QuechuaLingua tipica delle popolazioni d’origine incaica diffuse nella Cordigliera Andina dalla Colombia Meridionale sino alla Bolivia. Frequentemente impiegata nelle trasmissioni locali in Banda Tropicale, destinate alla popolazione rurale.

RadiofaroStazione che emette segnali radio semplici, generalmente in Codice Morse, e che coadiuva la navigazione aerea e navale. E’ l’omologo radiofonico del faro luminoso ma in più consente la triangolazione dei segnali e pertanto la localizzazione del mezzo di trasporto. Si tratta di sistemi progressivamente sostituiti dalla navigazione satellitare (reti di radioposizionamento come il GPS) che operano principalmente nella porzione di spettro delle onde lunghe compresa tra 270 e 500 kHz. I radiofari vengono anche utilizzati dai radioamatori come indicatori di propagazione nei diversi segmenti di spettro a essi assegnati.

Range dinamico vedi Dinamica. Qualunque valore superiore a 100 dB è da ritenersi, in prima approssimazione, accettabile per un apparecchio destinato al dx.

Rapporto d’ascolto Descrizione dell’ascolto e della qualità di ricezione inviato, a mezzo lettera o email, dagli ascoltatori alle stazioni radio. Un tempo importante affinchè queste ultime potessero avere indicazioni sull’area di copertura del loro segnale, è attualmente poco più di una forma di cortesia.

Regione attivaArea localizzata del disco solare temporaneamente oggetto di fenomeni visibili ed influenti, come macchie solari, flares, filamenti, ecc.

RelayStazione ripetitrice, che ritrasmette in un area remota o comunque distante il segnale trasmesso da una stazione madre. Le principali stazioni broadcasting hanno relay in altri continenti per garantirsi la massima copertura del pianeta. Spesso stazioni locali in FM vengono ripetute da emittenti AM.

RTTY acronimo per Radio Tele Type , telescrivente via radio. Ormai raramente usato dai servizi utility in onde corte, per la ricezione necessita un apposito apparato demodulatore.

S-MeterIndicatore visivo dell’intensità del segnale ricevuto. Nei casi migliori è analogico, costituito da una lancetta mobile su scala graduata in valori convenzionali da 0 a 9.

SARAcronimo di search and rescue, ricerca e soccorso. Definisce le regole di ingaggio e comunicazione nelle operazioni di ricerca e soccorso in mare. E’ regolato, nell’ambito del trattato internazionale Solas (Safety of life at sea) della IMO dai sistemi previsti nel quadro del GMDSS.

Scanner ricevitore in grado di esaminare in breve tempo ed in modo automatizzato una determinata porzione dello spettro radio. Soprattutto diffusi nel monitoraggio delle frequenze più alte, oltre i 30 MHz. Di norma sconsigliato per ricezioni accettabili a frequenze inferiori.

SelettivitàLa capacità di un ricevitore nel separare segnali comprensibili da due stazioni che operano su frequenze adiacenti. Viene misurata in decibel di attenuazione ad una determinata distanza (in Hz) dal segnale desiderato.

Sentaggio – Particolare forma di allucinazione auditiva da cui sono affetti, in paricolari condizioni, i dxers. Trattasi di un fenomeno di aggrovigliamento neuronale causato dalle collisioni di diversi segnali, splatters, rumori e/o interferenze ionosferiche. La vittima del sentaggio crede di ascoltare musiche, frasi compiute in spagnolo o, meno frequentemente, in portoghese – mentre in realta’ e’ sintonizzato sul nulla assoluto. In inglese, Wishful thinking (v.)

SensibilitàLa capacità di un ricevitore di rivelare in modo comprensibile un segnale debole. Più è debole il segnale “leggibile” e migliore è la sensibilità ossia minore è il valore in microvolts (μV) rilevabile dal ricevitore e maggiore è la sensibilità.

Shortwave fadeout – Particolare effetto prodotto dall’impatto di potenti emisssioni solari a livello della ionosfera terrestre. In particolare, consiste nel completo e rapido assorbimento di ogni emissione radio tra 0 e 30 MHz (o in porzioni di tale spettro), con annullamento di ogni riflessione ionosferica dei segnali.

SINPO – Codice un tempo impiegato per descrivere la qualità di un segnale ricevuto. E’ l’acronimo di Signal Interference Noise Propagation Overall. Per ogni parametro vengono assegnati valori da 0 a 5. Ne esiste anche una versione semplificata, il SIO. Utile quando le stazioni broadcasting internazionali avevano bisogno di ricevere rapporti d’ascolto uniformati, in realta’ nella prassi comune attuale può tranquillamente essere sostituito da un breve clip audio o da una semplice descrizione dell’ascolto.

SohoSatellite astronomico geostazionario che studia l’evolversi delle vicende solari. Molti dati sulla propagazione sono derivati dalle sue misurazioni ed osservazioni.

Solar FluxFlusso Solare. Indica l’intensità delle emissioni radio della stella alla frequenza di 2800 MHz (pari ad una lunghezza d’onda di 10.7 cm, da cui anche il nome di 10.7 cm flux) registrate da un radiotelescopio ad Ottawa, Canada. L’emissione a tale frequenza à proporzionale al numero ed all’attività delle macchie solari presenti sul lato del Sole esposto verso la Terra. Conseguentemente tale valore fornisce indicazioni importanti ai fini propagativi, dato che tali fenomeni influiscono fortemente sulla ionizzazione dell’atmosfera terrestre e sull’attivazione dei fenomeni di riflessione o assorbimento degli strati F che permettono ai segnali radio di viaggiare su lunghe distanze. Essendo legato alle macchie solari, l’andamento del Solar Flux ha ciclicità undecennale ed oscilla tra un minimo teorico di 67 ed un massimo di 300 sfu (solar flux units). Come indicazione generale: valori elevati attivano frequenze elevate e valori bassi, in concomitanza con indici geomagnetici bassi, attivano le frequenze piu’ basse (ad es. le onde medie).

Solare, attività– Esprime la quantità di energia rilasciata dal Sole, generalmente tramite misurazione dei raggi x emessi e captati da satelliti in orbita attorno alla Terra. Essa differisce dal Solar Flux e viene classificata come segue: Eventi inferiori alla classe C: attività molto bassa. Eventi di classe C, attività bassa. Eventi di classe M1-M4, attività moderata; Eventi di classe superiore a M5: attività elevata; I flares a raggi x possono giungere sino alla classe X. Grandi e prolungate emissioni di raggi x, spesso concomitanti con grosse macchie solari, possono causare estese ed immediate ionizzazioni degli strati preposti alla riflessione delle onde radio, determinando quindi forti ripercussioni propagative. Ovviamente tali emissioni devono essere dirette verso la Terra, ovvero essere emesse da posizioni dette geoeffettive, per poter causare tali effetti, noti come “shortwave fadeouts”.

Shortwave fadeouts Temporanea (generalmente meno di un’ora) scomparsa dei segnali radio causata da improvvise ed intense emissioni di raggi x da parte del Sole. Si manifestano dapprima a carico delle frequenze più basse per poi coinvolgere anche le altre parti dello spettro, in funzione dell’intensità del fenomeno. Sono più frequenti nei periodi prossimi al massimo dell’attività solare.

Split – Detto di frequenza effettiva di trasmissione non allineata al canale ufficialmente assegnato. Fenomeno frequente nei trasmettitori dei paesi in via di sviluppo, ove manutenzione e qualità sono scarse. Il fatto di non trasmettere su frequenze precise può facilitare sia l’ascolto che l’identificazione di determinate stazioni.

SpuriaSegnale indesiderato generato su una frequenza differente da quella effettiva da parte di un trasmettitore difettoso o in avaria o dai circuiti interni di un ricevitore scadente.

SquelchCircuito che permette di silenziare il ricevitore qualora i segnali ricevuti abbiano un’intensità inferiore ad un valore preimpostato e, viceversa, attivarne l’audio qualora l’intensità sia superiore. Particolarmente utile negli scanners, per eliminare il rumore di fondo, ha invece valore limitato per l’ascolto delle onde medie e corte.

SSB Single Side Band, banda laterale unica. Sistema di trasmissione in fonia nel quale l’ onda portante viene soppressa. A seconda che le parti modulate siano rispettivamente la superiore o l’inferiore si parla di USB (Upper Side Band) e LSB (Lower Side Band).Sebbene poco diffuso esiste anche il sistema ISB ( Independent Side Band ) nel quale si modulano con segnali indipendenti le due bande laterali. I ricevitori dotati di apposito circuito demodulatore sono in grado di riprodurre il segnale audio . Tale tecnica di trasmissione è particolarmente diffusa in ambito utility e radioamatoriale in quanto consente di coprire maggiori distanze con potenze di trasmissione inferiori. La presenza dell’ apposito circuito demodulatore nel ricevitore, inoltre, permette di effettuare ricezioni dx con la tecnica ECSS.

Staticheindica le scariche atmosferiche percepibili in ricezione e dovute all’ attività temporalesca costantemente presente sul pianeta. Da non confondere con i rumori elettrici originati da apparecchiature.

Strato F Strato ionosferico tra i più elevati (120-1500 km), posto al di sopra dello strato E e suddiviso in 3 zone distine: F1 F2, F3. I primi due tendono a fondersi dopo il tramonto ed a scindersi dopo l’alba. Grazie a tale processso nelle ore notturne è possibile la riflessione e la propagazione di segnali radio su grandi distanze.

Strato EStrato ionosferico mediano, posto a 85-140 km di altitudine. Analogamente allo strato D si disgrega dopo il tramonto ma in precedenza, durante le ore di luce, può riflettere i segnali delle frequenze più alte (banda FM, VHF) se opportunamente ionizzato a causa di agenti atmosferici causando il fenomeno noto come E Sporadico.

Strato DLo strato più basso della ionosfera, compreso tra 50 e 90 km d’altezza dal suolo. Tende a disperdersi dopo il tramonto, prima del quale assorbe i segnali al di sotto dei 7 MHz, impedendo la loro propagazione su grande distanza durante la giornata.

Supereterodina il circuito di base su cui sono costruiti praticamente tutti i ricevitori radio moderni. In estrema sintesi si convertono tutti i segnali ricevuti ad una frequenza fissa ( vedi IF ) su cui si applicano le operazioni di amplificazione, demodulazione ecc.

SyndicationFenomeno caratteristico della radiofonia nordamericana. Molte stazioni americane e canadesi difatti, pur mantenendo un proprio call ed una certa percentuale di programmazione propria, risultano affiliate ad un network. L’affiliazione prende il nome di “syndication”.

SWLAcronimo di Short Wave Listener. Equivalente di BCL, anche se connota con più precisione quanti si dedicano al solo ascolto delle trasmissioni radioamatoriali.

T/S Time Signal. Segnale orario. Spesso in sua corrispondenza le stazioni forniscono dati utili alla loro identificazione.

Talk – Format radiofonico nel quale la programmazione di un’emittente consiste eminentemente di interviste, servizi giornalistici di approfondimento ed in generale di programmazione fortemente basata sulla parola. Un esempio di stazione italiana di Talk Format è dato dal network di Radio 24.

Tenttentativo; detto di stazioni che non sono state univocamente identificate ma per le quali sussiste un sospetto non confermato.

Terra, presa di Collegamento elettrico al suolo terrestre per eliminare o ridurre disturbi elettrici e incrementare la ricezione nel caso di impiego di sistemi d’ antenna sbilanciati. Da non confondere con la messa a terra dell’ impianto elettrico.

Terra, onda di Onda elettromagnetica, ricevuta per via diretta ossia senza riflessione ionosferica, tipica delle aree del globo irraggiate dal Sole. In tali zone difatti non si ha riflessione ionosferica e le onde radio coprono un’area non molto superiore all’orizzonte ottico.

TOR Acronimo di Telex o Telegraphy o Teletyping over Radio. Una generica sigla che definisce diversi sistemi di modulazione e codifica dei segnali telegrafici. Uno dei più diffusi è per esempio il Simplex-TOR o SITOR.

TropoLa troposfera coincide con lo strato più basso dell’atmosfera. Si estende dal suolo sino a circa 13 km d’altitudine, con un gradiente discendente di temperatura. Analogamente a quanto valido per la ionosfera, anche tale strato può causare la riflessione di alcune frequenze, in particolar modo di quelle elevate, al di sopra dei 50 MHz causandone la propagazione anche su vasta scala. I fenomeni di propagazione troposferica sono indotti dalla creazione di strati a differente temperatura e ricorrenti lungo le zone costiere specialmente al tramonto. Producono segnali assai intensi, stabili e geograficamente localizzati in grado di attraversare, ad es. l’intero Mediterraneo.

TV-DXricezione sporadica a lunga distanza di stazioni televisive, principalmente operanti in banda VHF , in funzioni di particolari condizioni solari o di anomalie troposferiche.

Unidunidentified, non identificata. Detto di stazioni alle quali non è stato possibile assegnare un identità certa.

USBUpper Side Band. Banda laterale superiore. Vedi SSB.

UTCAcronimo di Universal Coordinated Time. Per convenzione, viene fatta coincidere con l’ora della località di Greenwich, presso Londra, ove transita il primo meridiano (longitudine 0°). Viene impiegata come riferimento globale per esprimere in modo uniforme l’ora a cui sono state effettuate le ricezioni Per passare dall’ora italiana all’UTC è necessario sottrarre un ora durante l’inverno e due ore durante l’estate ( inteso come periodo di attivazione dell’ ora legale ).

UtilityViene così definita qualunque trasmissione radio destinata ad un fine professionale, sia civile che militare e non destinata all’ ascolto pubblico. Fanno parte delle stazioni utility tanto emissioni in fonia (volmet, comunicazioni tra aerei e torri di controllo) quanto in codice morse (radiofari, bollettini navali) che digitali (ambasciate, militari, ecc.)

Vento Solare Viene così definito il flusso di particelle ed emissioni generato dal Sole e diretto verso la Terra. Ha mediamente velocità pari a circa 375km/s, ma in occasione di tempeste solari può superare i 1000 km/s.

VHF Very High Frequency. Porzione di spettro compresa tra 30 e 300 MHz. Impiegata principalmente per finalità Utility e radioamatoriale, comprende anche la gamma dedicata alle trasmissioni commerciali FM (88-106 MHz).

VLF Very Low Frequency. Porzione di spettro compresa tra 3 e 30 kHz.

Volmet Stazione radio che emette in fonia ed a orari prestabiliti, bollettini sulle condizioni meteo sui principali aereoporti in una determinata area geografica. La stazione che copre l’Europa e’ Shannon Volmet.

Wishful thinking Fenomeno molto più frequente di quanto non si immagini. Consiste nel convincimento, nato nella testa del dxer, di essere all’ascolto di una rara stazione operante su una data frequenza, mentre in realtà è sempre la soluzione più semplice e meno entusiasmante ad essere vera. E’ capitato a tutti di partire con un urlo tardelliano mentre si ascoltava una vocina in spagnolo an es. su 1530 kHz e scoprire poi che era Radio Vaticana in italiano. Ingannevole e’ l’orecchio, più di ogni altra cosa.

WRTHAcronimo di World Radio and TV Handbook, pubblicazione annuale che si contende con il Passport to Worldband Radio la palma di Bibbia dell’appassionato di radioascolto. Entrambe le pubblicazioni raccolgono frequenze, programmazione e contatti di quasi tutte le stazioni radio operanti in onde corte e medie. Pur essendo una reference fondamentale per imparare a muoversi nell’hobby occorre sempre vagliarne le informazioni con i dati più aggiornati a disposizione.

X-band Banda estesa delle onde medie, compresa tra 1611 e 1702 kHz, impiegata esclusivamente negli Stati Uniti ed in Argentina. Proprio perche’ non interferita da stazioni locali è la porzione di spettro su cui è più facile captare stazioni locali nordamericane in particolari condizioni di propagazione.

X-Ray Background FluxParametro che esprime il valore medio del flusso di raggi x emessi dal Sole e misurati da satelliti ed indica la quantità di raggi x assorbiti dall’atmosfera terrestre. E’ correlabile all’intensità dell’attività solare ed al grado di ionizzazione degli strati riflettenti della ionosfera. Per tale motivo viene inserito in vari modelli di previsione propagativa.

Zero beatBattimento zero. Tecnica che aiuta a misurare con precisione la frequenza della portante di una stazione che trasmette in modulazione di ampiezza. E’ sufficiente commutare il modo di ricezione in banda laterale e agire sulla sintonia fine del ricevitore fino a eliminare il fischio di battimento generato dall’eterodina (vedi) prodotta dalla media frequenza e dalla frequenza del BFO (vedi). Una volta ottenuto il battimento zero, il display della radio indicherà la frequenza della portante del segnale ascoltato. (Per questo è necessario che il frequenzimetro tenga automaticamente conto del piccolo spostamento verso il basso o verso l’alto – in genere pari a 1 o 1,5 kHz – prodotto dalla commutazione in banda laterale. Tutti i ricevitori moderni effettuano questa correzione automaticamente). Nel caso di ricezione ECSS (vedi), di una stazione in AM lo zero beat è indispensabile per una corretta centratura della sintonia. Un segnale non perfettamente “a battimento zero” risulta distorto e meno comprensibile perché il product detector (vedi) non risolve perfettamente il segnale a bassa frequenza che modula la portante.

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